Capra Orobica e Bruna alpina originale tutelate da due associazioni

capra orobica Nel febbraio 2015 a Prato San Pietro di Cortenova, in Valsassina, allevatori della razza bovina Bruna alpina originale e della capra Orobica hanno dato vita a due associazioni per promuovere le rispettive razze e i loro prodotti. L’operazione era da tempo in gestazione ma è giunta rapidamente in porto anche grazie agli incoraggiamenti ricevuti dall’assessore regionale Fava, il quale aveva indicato nella capra Orobica e nella razza bovina Bruna alpina originale due simboli della montagna lombarda e assicurato il sostegno della regione all’organizzazione di importanti eventi dedicati a queste razze nel periodo Expo. Si sono fatti promotori delle due associazioni allevatori della Valle Brembana, delle valli orobiche valtellinesi e della Valsassina in parte già da tempo in contatto grazie all’iniziativa di valorizzazione dei formaggi “Principi delle Orobie”.

L’Associazione dei produttori di formaggi di sola capra Orobica è stata promossa da Ferdy Quarteroni di Lenna (Bg), presidente, Alfio Sassella di Talamona (So), Enrico Benedetti di Cortenova (Lc), Giuseppe Giovannoni di Cosio Valtellino (So), Martino Colombo di Pagnona (Lc), Ermanno Giardini di Colico (Lc). Raccoglie allevatori che sono al tempo stesso produttori di formaggi e punta apertamente a inserire i “Formaggi di sola capra Orobica” all’interno dei “Principi” (Branzi FTP, Bitto storico presidio Slow Food, Strachitunt Dop, Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana Dop, Agrì di Valtorta presidio Slow Food, Stracchino all’antica presidio Slow Food). L’Associazione ha inoltre ottenuto per i “Formaggi di sola capra Orobica” il riconoscimento di Presidio Slow Food.

L’Associazione lombarda Bruna alpina originale, promossa da Alfio Sassella (So), presidente, Nicolò Quarteroni di Lenna (Bg), Ignazio Carrara di Serina (Bg) intende invece far conoscere l’enorme importanza rivestita da questa razza nel quadro dell’economia e della società della montagna lombarda, e al tempo stesso sollecitare adeguati sostegni per la sua diffusione e l’istituzione del Libro Genealogico. Consapevole che il ritorno della Bruna alpina originale è fondamentalmente legato alla sua valorizzazione economica l’Associazione punta anche alla promozione del latte, dei formaggi e della carne.

Possono aderire all’Associazione dei produttori dei formaggi di capra Orobica anche alpeggiatori (a patto che in alpeggio siano munte solo capre Orobiche), caseifici che ritirano il latte dei soci e lo trasformano in modo separato, produttori di latte che conferiscono ad altri allevatori o ai caseifici. Per aderire all’Associazione della Bruna alpina originale è sufficiente allevare almeno tre capi della razza.

 

 

A marzo lo zafferano “Tre Faggi” si degusta a Zogno

zafferano

Dall’alta Val Brembilla fino alle porte della Valle Brembana. Lo zafferano d’eccellenza approda alla Baita dei Saperi e dei Sapori Brembani

A partire dall’ultima settimana di febbraio e per tutto il mese di marzo, presso la baita dei Saperi e dei Sapori Brembani di Zogno, si potranno gustare piatti a base di zafferano purissimo in stimmi. Dagli sfiziosi antipasti a base di zafferano, ai primi di risotto, tagliolini e vellutata, fino alla pasticceria, il tutto preparato con un tocco di classe dallo chef Romeo Gervasoni. La preziosa spezia, dopo alcuni anni di sperimentazione, ora viene prodotta dall’azienda agricola <<Tre Faggi>> anche in alta Val Brembilla, nella frazione di Gerosa.

<<L’eccellente qualità ha superato ogni più rosea aspettativa e non ha nulla da invidiare allo zafferano  abruzzese- ha sottolineato-l’Avv. Alessandro Cremaschi,ora coltivatore e titolare dell’azienda agricola-, visto che sono stati messi a dimora circa cinque quintali di bulbi provenienti dagli altipiani di  Navelli>>.

La qualità dello zafferano ottenuto è stato certificato dall’Università Statale distaccamento per la montagna di Edolo, superiore alla prima categoria secondo la normativa ISO 3632 con elevate percentuali di crocina, pirocrocina e safranale che esaltano la bontà dei piatti preparati con grandi abilità e maestria dallo chef che dirige la baita.

<<L’ambiente dove viene prodotta la spezia, particolarmente vocato alla coltivazione dello zafferano, si trova a 1200 mt di altitudine, immerso in un’oasi verde incontaminata e baciata dal sole, tra pascoli e boschi verdeggianti, dove si respirano ancora i profumi di un tempo e dove regnano incontrastate quiete e tranquillità>>, ha aggiunto Cremaschi.

Durante tutto il mese di marzo, quindi, si potranno degustare piatti a base di zafferano purissimo in stimmi dove, alla professionalità e all’esperienza dello chef Romeo Gervasoni, si abbinerà, in perfetta armonia, L’eccellente qualità della spezia prodotta con tanta passione dal titolare dell’azienda Tre Faggi.

Fonte: http://www.inter-valli.com

I formaggi brembani sposano i vini nobili di Tenuta Vinea

foto 3E’ nello splendido scenario di Valtellina, terra a ridosso delle Alpi Retiche nota per i suoi paesaggi mozzafiato, per le sue superbe montagne e per i suoi grandi vini, che nasce Tenuta Vinea SCERSCÈ. Cristina Scarpellini, bergamasca di nascita, ma tiranese d’adozione è la testa pensante dell’azienda che con passione si dedica in prima persona alla vinificazione delle uve della proprietà terrazzata, architettura frutto del duro lavoro dell’uomo e testimonianza millenaria di una tradizione culturale e colturale ancora viva.

Cuore, coraggio e creatività sono le tre parole che caratterizzano e contraddistinguono l’esperienza di Cristina.

Siamo a Teglio, in Valgella, dove i vigneti di proprietà si collocano in un unico corpo aziendale, con un’ottima esposizione verso Sud Sud-Est, ad una quota di circa 600mslm. Sono rigorosamente a rittochino secondo tradizione ed i terrazzi comunicano tra loro con scale in pietra, allevati e condotti per tutto il loro ciclo vitale pianta per pianta, manualmente e con cura quasi paterna. Un suolo franco sabbioso, un’esposizione dei terreni che dona grande luminosità ed una notevole escursione termica.

IMG_8097Il vitigno dal quale si ottengono i vini è il Nebbiolo, qui denominato “Chiavennasca”: nobile, austero, longevo, esigente, padre di vini storicamente molto famosi. Necessita di una particolare situazione ambientale e climatica alla quale i pendii delle Alpi Retiche si prestano perfettamente.

L’origine di Cristina e la sua passione verso i prodotti locali generano un’unione perfetta tra Orobie Bergamasche e Alpi Retiche Valtellinesi, tra gustosi formaggi tradizionali e i vini nobili della Tenuta.

Tre i vini prodotti.

“Nettare Rosso di Valtellina DOC.

Nebbiolo giovane, deciso ma gentile allo stesso tempo. Note fruttate di marasca e ciliegia, toni speziati e ricordi di viole. Raccolta rigorosamente a mano. Nasce in acciaio, segue un affinamento in botti di rovere per 6 mesi per poi completare in bottiglia la sua evoluzione. Delicato e persistente è vino da tutto pasto, perfetto in abbinamento ad antipasti, primi piatti, carni bianche e formaggi giovani.

Ottimo abbinamento: Strachinel, Rosetta e Branzi per la loro delicatezza e dolcezza

Essenza Valtellina Superiore DOCG

Rispecchia l’evoluzione del Nebbiolo, del suo colore, la complessità e la finezza dei suoi profumi, che ben si bilanciano con il gusto trovando spezie come il pepe e la cannella. Profumi forti, note di viola molto delicate, completate dal gusto di liquirizia e nocciola. Raccolta rigorosamente a mano. Nasce in acciaio, segue un affinamento in botti di rovere per 15-18 mesi ed invecchia in bottiglia per almeno 6 mesi. Elegante ed armonico, si sposa perfettamente con pizzoccheri, carni bianche e rosse, formaggi stagionati e selvaggina.

Ottimo abbinamento: Formai de Mut per la sua stagionatura e perché conserva la fragranza delle erbe, il sapore delicato, non piccante e poco salato.

Infinito Sforzato di Valtellina “Infinito” Sforzato di Valtellina DOCG

Prodotto solo nelle annate migliori selezionando le uve da tutti i vigneti della proprietà. Un vino che esprime tutte le potenzialità di un Nebbiolo curato grappolo per grappolo, lasciato ad appassire per poter concentrare zucchero, aroma, colore e gusto, per dare “un qualcosa” difficile da dimenticare. Profumi molto fini, contrapposti ad un corpo forte e deciso ed un gusto ammaliante che ricorda la frutta sotto spirito, la marasca, la susina, sentori di viola e rosa appassita contornati da un piccante come la cannella e il pepe rosa. Raccolta rigorosamente a mano. Nasce con un appassimento naturale delle uve. Affinamento in botti di rovere per almeno 24 mesi, seguito da 8-10 mesi in bottiglia. Grande morbidezza e persistenza, si sposa perfettamente con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.

Ottimo abbinamento: Formai de Mut, Bitto Storico dopo l’anno di stagionatura per la sua nobiltà, intensità e vivacità.

Nebbiolo è cuore, Nebbiolo è passione.

www.tenutascersce.it

Si apre la Green House a Zogno. Sarà un modello per tutta Italia

Green-HouseVerrà inaugurata oggi, venerdì 3 luglio, a Zogno la Green House, una costruzione all’avanguardia di cui andare fieri. Fortemente voluta dalla Comunità Montana della Valle Brembana, è un edificio a emissioni zero, che non produce inquinanti che poi si disperdono nell’ambiente. La tempistica è particolarmente felice perché la notizia di questo progetto realizzato si intreccia all’eco forte del messaggio lanciato da papa Francesco con l’enciclica Laudato si’. L’ambiente deve diventare la nostra priorità e i comuni valligiani l’hanno capito prima di tutti. Questa struttura infatti è avanguardia pura per il territorio lombardo, non esistono altri esempi di questo tipo in tutta la regione e forse in tutta Italia.

Gli obiettivi. Questa casa in armonia con l’ambiente diventerà quindi un emblema, un modello a cui ispirarsi. Servirà a dare un esempio di bioedilizia veramente sostenibile e senza impatto ambientale. Sarà aperta al pubblico, visitatori e scolaresche che potranno apprendere il funzionamento dei vari elementi strutturali. La volontà è duplice: creare un polo per un turismo profondamente virtuoso e dare un sostegno concreto a una didattica ambientale che formi dei futuri uomini, cittadini, imprenditori consci dell’importanza ineludibile della salvaguardia del mondo che ci ospita.

Il percorso. Ci si chiederà: i soldi dove sono stati trovati? In questi anni in cui vige il Patto di stabilità è una domanda sempre legittima. I comuni della Valle non si sono però lasciati intimidire e si sono impegnati a fondo, com’è loro abitudine, per trovare una soluzione. Vista la qualità dell’opera, la Regione Lombardia non si è tirata indietro e ha fornito circa 1,2 milioni di € dei 2 totali previsti; ma anche la Valle non ha lesinato in quanto a generosità, con quasi 400mila €. Il resto dei soldi previsti è stato anticipato dal fondo BIM. Il percorso ha preso avvio nel febbraio 2011, quando si è decisa la riqualificazione della ex area Falck di Zogno al fine di creare una sede per i comuni della Valle (tutti) aderenti al Covenant of Mayors, il Patto dei Sindaci. L’idea brillante è stata quella di approfittare di una necessità per creare qualcosa di innovativo, che svolgesse una funzione più ampia e profonda, tra l’altro consonante con la filosofia Expo di nutrire il pianeta. La gara d’appalto si è chiusa nell’aprile 2013; a settembre 2014, coi lavori circa a metà, si è svolto un sopralluogo in cui il progettista Pierluigi Carminati, il direttore dei lavori Gabriele Ghilardi e il titolare dell’impresa esecutrice hanno illustrato il cantiere al sindaco di Zogno, al presidente della Comunità Montana e ad altri venti sindaci vallari. L’inaugurazione era prevista per la Pasqua 2015; un ritardo tutto sommato lieve se pensiamo alla qualità estrema del progetto. La sovrapposizione con Expo poi è tutt’altro che compromessa.

Caratteristiche tecniche. Entriamo nello specifico, come fa la Green House a non impattare sull’ambiente? In primo luogo grazie ai materiali utilizzati: nessuno di essi deriva da fonti fossili, ma esclusivamente da fonti rinnovabili e attingendo a materiali ecologici a km zero, come le ardesie di Branzi, il marmo arabescato orobico di Camerata Cornello, il legno locale per il tetto e i serramenti. La gestione dell’energia e del calore dell’edificio è virtuosa, grazie all’applicazione di moderne tecnologie funzionali al risparmio energetico come i pannelli solari termici e fotovoltaici (82,68 kW di picco), la geotermia, la coibentazione della struttura, gli impianti di riscaldamento a pavimento, la pompa di calore con acqua di falda, la ventilazione meccanica con recuperatore ad altissima efficienza (oltre il 90%). Tutto ciò ha permesso di raggiungere la classe energetica A+ con emissioni zero. Questa casa verde ha infatti bisogno di 0,00 kWh/m3a (chilowattora al metro cubo annuo). Basti sapere che le case di classe A ne consumano tra i 15 e i 30. Qui invece siamo allo zero tondo. La casa è iper-isolata: la trasmittanza termica della copertura in legno è pari a 0,139 W/m2K, quella dell’involucro opaco verticale è tra gli 0,089 e gli 0,117, cioè molto prossima allo zero, mentre quella degli involucri trasparenti (triplo vetro) varia dagli 0,7 agli 0,8 W/m2K. Questo permette di tenere il calore all’esterno in estate e all’interno in inverno.

Imprese green. In questo quadro fortemente virtuoso c’è spazio anche per altro. Nell’ambito del progetto “Imprendinvalle” organizzato da Bergamo Sviluppo (Azienda Speciale della Camera di Commercio di Bergamo), la Green House vedrà un incubatore d’impresa volto a dare un aiuto ai futuri imprenditori; in questi mesi sono stati già organizzati ad esempio un seminario di orientamento sul “mettersi in proprio”, un percorso di formazione sull’avvio d’impresa e consulenze specialistiche per la redazione del piano di impresa e/o la pianificazione di una strategia di sviluppo. L’incubatore verterà poi su tematiche green e ambientali legate all’imprenditorialità: come sviluppare un’impresa sostenibile in chiave ambientale, approfondire la questione dell’efficientamento energetico, imparare da esempi di imprenditori virtuosi. Insomma, questa iniziativa sposa appieno due capisaldi della mentalità valligiana: il lavoro e l’industriosità ma nel rispetto quasi sacrale dell’ambiente, della natura che ci circonda.

Fonte: Bergamo Post – http://www.bergamopost.it/vivabergamo/si-apre-la-green-house-zogno-sara-un-modello-per-tutta-italia/

FORME. Bergamo capitale europea dei formaggi

Eccellenze casearie orobiche tra identità, cultura e turismo.Forme. Bergamo capitale europea dei Formaggi

 Il progetto

 Il formaggio è uno dei prodotti agroalimentari più caratterizzanti e legati al territorio d’appartenenza, risultato si tradizioni secolari e  filiere di produzione uniche.
Se questo è vero in assoluto, lo è soprattutto per il territorio di Bergamo che vanta il primato europeo per numero di formaggi D.O.P., con ben 9  prodotti. Nessun’altra tra le 110 province italiane, né tra le aree amministrative europee, può vantare un così alto numero di formaggi protetti. A  questi si aggiungono anche altre eccellenze straordinarie, tra cui quelle rappresentate dal marchio “Formaggi Principi delle Orobie”, con 3 presidi  Slow Food.

 EXPO 2015 e “Bergamo Experience”, che raccoglie tutte le iniziative di marketing territoriale collegate ad Expo, rappresentano un’imperdibile occasione per fare sistema con tutta la filiera lattiero-casearia bergamasca e approcciare il pubblico internazionale.

Il progetto “Forme. Bergamo capitale europea dei formaggi” nasce per iniziativa della Camera di Commercio di Bergamo elaborata e concretizzata dall’”Associazione San Matteo-Le Tre Signorie” con l’obiettivo di aumentare la conoscenza e la percezione di valore dei prodotti. legandone le caratteristiche uniche al territorio.

I Prodotti

La straordinaria ricchezza casearia bergamasca è protagonista a 360° di tutte le attività del progetto Forme, che concentrerà l’azione sulle 9 D.O.P (Fomai de Mut dell’Alta Valle Brembana, Strachitunt Val Taleggio, Bitto, Taleggio, Gorgonzola, Grana Padano, Provolone Valpadana, Quartirolo Lombardo, Salva Cremasco) e sui 7 “Formaggi Principi delle Orobie”, alcuni dei quali presenti anche tra le D.O.P. (Agrì di Valtorta-presidio Slow Food, BItto Storico- presidio Slow Food, Branzi FTB, Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana, Strachítunt Val Taleggio, Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche- presidio Slow Food e i Formaggi di Capra Orobica).

Saranno valorizzati all’interno del programma del progetto Forme anche i 21 prodotti con il marchio di qualità   «Bergamo, città dei Mille…sapori», promosso dalla Camera di Commercio di Bergamo

Il programma

L’obiettivo è creare occasioni di conoscenza e di contatto che trasformino il prodotto in un’esperienza viva e coinvolgente, per intercettare un pubblico ampio in numerosi ambiti.

Numerose le partnership già attivate, come quelle con l’Associazione Signum-Domus Bergamo, la casa bergamasca di Expo in città, con eventi a tema e degustazioni, con Italian Makers Village, il fuori Expo di Confartigianato in via Tortona 32, a Milano, con il Comitato decennale Luigi Veronelli per la mostra Camminare la Terra, con lo chef Chicco Cerea del ristorante 3 stelle Michelin Da Vittorio, ambasciatore del progetto e ideatore di ricette ad hoc, con l’istituto Alberghiero di San Pellegrino Terme i cui studenti saranno coinvolti in tutti gli eventi dal progetto, e soprattutto con la Fondazione MIA, Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo, per una mostra gastronomico-culturale nello straordinario complesso monastico Vallombrosano di Astino.

Un ricco corollario di iniziative sarà distribuito durante tutto il periodo dell’Esposizione Universale, ad iniziare dalla presenza dei “Formaggi Principi delle Orobie” a Expo, nel Padiglione delle Eccellenze Italiane gestito da Slow Food, a partire dall’8 maggio con lo Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche.
E poi i grandi appuntamenti di ottobre: il Festival del Pastoralismo, ad Astino, la festa-convegno sulle razze orobiche (la vacca Bruna Alpina originale e la Capra Orobica), il campionato del mondo di mungitura a mano, entrambi a Lenna, in Valle Brembana, la Sagra della Polenta Taragna Orobica, ad Alta Quota (la fiera dedicata alla montagna a Bergamo) convegni a tema.

Tra le iniziative, più in dettaglio:

FORME DI TRADIZIONE – Casere aperte

Open day organizzati da giugno a ottobre presso le aziende produttrici dei formaggi, con visite guidate ed esperienze di degustazione.

FORME DI SCOPERTA – Le vie dei formaggi

Percorsi turistici che attraversano le zone di produzione e di alpeggio e raggiungono attraverso il Sentiero 101 delle Orobie i rifugi in quota.

FORME D’ECCELLENZA – Mostra FORMAE

Allestita per tutto il mese di ottobre nello splendido contesto del monastero vallombrosano di Astino, la mostra offrirà al visitatore un duplice approccio:

– artistico, nel quale le eccellenze casearie saranno proposte come veri e propri “beni culturali”, disegnando un percorso espositivo capace di far dialogare, l’arte del cibo con l’arte figurativa.

– esperienziale: laboratori e degustazioni per far scoprire e guidare all’identificazione delle caratteristiche uniche dei formaggi bergamaschi e introdurre all’esperienza del gusto.

Articolo di Giovanni Ghisalberti- g.ghisalberti@progettoforme.eu – mob.  +39.338.2571965

 

Benvenuti in Valle Brembana

“C’è un antica strada che ti porta nella valle delle Fonti, che ti porta in alto dove l’aria è pura, dove la natura si risveglia, ti osserva, non ha confini….”
Ecco il video promozionale della Valle Brembana realizzato dal distretto Fontium et Mercatorum:

Un viaggio emozionale per riscoprire o vedere per la prima volta alcuni angoli del nostro territorio.
Una Valle ricca di storia, cultura, paesaggi incantanti e sapori genuini, una valle tutta da scoprire.

 

Valle Brembana, la terra di Arlecchino

Statua-Arlecchino-Valle-Brembana Il conduttore di un noto programma televisivo, Paolo Milesi, è costretto a ritornare nel suo paese d’origine per prendersi cura del padre, celebre interprete della maschera di Arlecchino. Le vecchie ferite del loro rapporto si riaprono, mentre Paolo riscopre lentamente l’affascinante mondo della Commedia dell’Arte: l’incontro con la maschera di Arlecchino lo costringerà a confrontarsi con le sue scelte di vita.
Questa la trama del film Io Arlecchino, in uscita nelle sale giovedì 11 giugno.

“Perché ambientare ai giorni nostri una storia che pesca la sua idea nella Commedia dell’Arte, apparentemente lontana dai temi e dai problemi che l’attualità oggi ci sottopone? Perché ci sono storie che sono portatrici di elementi distintivi, di una particolare magia che le rende uniche e universali.” Così i produttori Nicola Salvi e Elisabetta Sola presentano il film che rappresenta anche la prima volta dietro la macchina da presa di Giorgio Pasotti insieme a Matteo Bini.
Un ritorno alle origini del personaggio, alle tradizioni e alle cultura del luogo e della Commedia dell’Arte, della quale la Valle Brembana ne è la location privilegiata. La terra bagnata dal Brembo infatti può vantare di essere la patria degli Zanni, dai quali prende vita la figura dell’Arlecchino.

Girato tra la spendida Cornello dei Tasso, annoverata tra i Borghi più belli d’Italia e Camerata Cornello, nel film sono visibili scorci storici e naturalistici del nostro splendido territorio ricco di cultura e tradizione.
Ecco il  servizio TG1 Film Io Arlecchino

Da qualche mese, inoltre è stata inaugurata la statua di Arlecchino all’ingresso della Valle Brembana, un benvenuto a turisti e a visitatori in questa meravigliosa terra.

Dal 5 Dicembre Tutti in Baita: dalle Cene nel Week End ai Regali di Natale nel segno della Tradizione

Schermata 12-2456996 alle 16.07.03Il grande giorno è arrivato è finalmente arrivato, e le promesse fatte si realizzano. Da venerdì 5 dicembre, la Baita dei Saperi e dei Sapori Brembani resterà sempre aperta:

– Durante il giorno per farvi scoprire prodotti gastronomici unici e genuini, figli del nostro territorio

– A Pranzo, con menù sfiziosi e sempre diversi

– A cena, per assaporare con più gusto il Natale

E… A proposito di Natale: vi guideremo anche alla ricerca del regalo perfetto. A chi parla di crisi e di necessità di evitare gli sprechi, noi rispondiamo proponendo proposte genuine e gustose con i Cesti Natalizi del Brand IL PIACERE MIO. Eh già, regali aziendali, regali ai propri cari, ingredienti per i vostri pranzi. Per non parlare delle lunghe code che rischiano di guastare il vostro arrivo o la vostra partenza dalla Valle Brembana, trasformando il relax in stress prima di riniziare la settimana… Ecco: da noi, in Baita, c’è sempre posto. Basta una visita, o uno squillo per la prenotazione 0345.92061

Ci trovate a… Via Grotte Delle Meraviglie 14, 24010 Zogno, Italia 

Ecco cosa dicono di Noi su Trip Advisor

GUARDA L’ALBUM CON TUTTI I NOSTRI CESTI NATALIZI QUI
da venerdì 5 dicembre la baita terrà aperto per tutto il mese di dicembre anche nel week end e all’ora di cena…
perché lo fa? per dare accoglienza ai villeggianti che ogni stagione vengono a vivere la valle;
per vivere più a fondo una tradizione gastronomica unica al mondo, per riscoprire nell’antica tradizione del natale la possibilità di fare regali utili, genuini e golosi grazie ai ceti natalizi del brand IL Piacere Mio

la Latteria di Branzi, dal 1953, persegue un ideale di purezza e perfezione nella produzione casearia, e ora con la baita amplia la proposta commerciale inserendo prodotti di tutti i produttori locali.

6 “Principi” alla Corte Brembana: Ecco I Formaggi delle Orobie della Baita dei Saperi e dei Sapori

formaggi-principi-delle-orobie1-e1412196313529Una rapida lettura dell’elenco (1. Agrì Valtorta, 2. Bitto storico, 3. Branzi, 4. Formai de Mut dell’alta Valle Brembana, 5. Stracchino e 6. Strachitunt, per un totale di tre Dop e tre presidi Slow Food) basta a far venire l’acquolina in bocca. Ma dietro l’accordo siglato tra i «Formaggi Principi delle Orobie» per riunire sotto un unico marchio sei eccellenze casearie delle nostre montagne, c’è ben di più della voglia (sacrosanta) di promuovere i prodotti del territorio: lo sguardo si allarga anche a un turismo in chiave agroalimentare, alla valorizzazione delle tradizioni locali, alla tutela del paesaggio e del lavoro nelle valli.

Sono sette le realtà imprenditoriali che hanno messo in moto i «Principi delle Orobie»: Latteria Sociale di Branzi, azienda agrituristica Ferdy Quarteroni di Lenna, Casarrigoni di Taleggio, Latteria Sociale di Valtorta, società agricola Guglielmo Locatelli di Vedeseta, cooperativa Sant’Antonio di Vedeseta e società Bitto Trading di Gerola Alta (Sondrio). «Molte delle nostre aziende sono piccole, non troppo strutturate – dice Francesco Maroni, direttore della Latteria sociale di Branzi  -. Per questo è fondamentale creare sinergie per non essere soli, portare avanti la qualità dei nostri prodotti ed evitare il rischio di mistificazioni».

Queste righe sono apparse all’interno di un articolo pubblicato sul quotidiano de L’Eco di Bergamo, andando a fare luce su uno dei punti focali della cultura brembana: la gastronomia. A racchiudere non solo la scienza, ma anche le prelibatezze è la nostra Baita dei Saperi e dei Sapori di Zogno, dove vi invitiamo a pranzo ogni giorno. O cena… Su prenotazione!

E non è finita… Perché turismo, cultura e letteratura, eventi della nostra splendida terra, passano da noi!

I SAPORI DELL’ARTE BREMBANA: UNA NUOVA PROPOSTA ESPOSITIVA PER GLI ARTISTI DELLA VALLE BREMBANA

Al via nei primi giorni di ottobre una nuova iniziativa promossa da Emozioni Orobie, che ha colto con piacere il desiderio espresso da molti artisti di poter esporre di nuovo a seguito della loro prima proposta “Arlecchin’aria” e desiderosi di intraprendere un’altra entusiasmante esperienza che coniughi arte e territorio.

La “Baita dei Saperi e dei Sapori” sita in Zogno, realizzata dalla Comunità Montana Valle Brembana e gestita dalla Latteria Sociale di Branzi, ha come obiettivo la promozione e valorizzazione di tutte le bellezze e le bontà locali, dunque non solo enogastronomia, ma anche cultura, storia e arte del territorio, ha messo a disposizione uno spazio al suo interno per poter esporre opere artistiche, pittoriche, fotografiche o scultoree di artisti della Valle.

Da questa sinergia nasce il progetto “I sapori dell’arte brembana”.

L’idea è quella di esporre, a rotazione, opere di singoli artisti o di diversi artisti contemporaneamente, purché accumunati da un tema che a sua volta richiami il patrimonio brembano nella sua più ampia accezione. Sono ammesse opere di qualunque tecnica, formato e genere.

Le tematiche che gli artisti possono interpretare sono, a titolo esemplificativo, pastori, contadini e in generale il mondo rurale, dunque anche vacche, capre, cani pastore ,oppure i nostri prodotti (formaggi, funghi, mele) e i nostri paesaggi, sia montani (le vette) che antropizzati (San Pellegrino Terme, Cornello dei Tasso, i borghi rurali) visti nelle quattro stagioni.

Dopo la prima esposizione di opere, richiesta dagli stessi gestori della Baita a Stefano Torriani, ad aprire questa nuova rassegna è Caterina Belli, con tre opere “gemelle” ispirate all’autunno.

Da non dimenticare l’entusiasmo di Nunzia Busi, artista che ha supportato con la sua passione il progetto fin dall’inizio.

Già in programma per i mesi a seguire altri artisti brembani: la famiglia Golino, Carminati Giovan Battista e a seguire la figlia Norma, Isabella Baldassarre e molti altri.

Per maggiori informazioni:

eventi@emozioniorobie.it