Gusto a Tavola? Scopri la Ricetta della Latteria di Branzi

La Latteria di Branzi vi porta In Baita, a Zogno, con la ricetta del mese scelta proprio per voi. Scoprite le Casere a tavola!

Scocca l’ora di Giugno, dei week end alla casa in montagna, delle gite domenicali e delle lunghe passeggiate serali. Ma anche l’ora di un sapore tutto gusto e tradizione. Lo chef della Latteria di Branzi vi propone un accostamento che fin da bambini abbiamo vissuto nei nostri piatti la domenica a pranzo in famiglia, e che oggi riassaporeremo con la ricetta originale: Ossibuchi da abbinare alla Polenta Taragna Orobica Originale.

Ingredienti per 6 Perone

6 Ossibuchi, 1 cipolla, 1 carota, 1 gamba di sedano, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo tritato, 80 g di burro, salsa di pomodoro, buccia di limone, sale e pepe ½ bicchiere di vino bianco secco.

Preparazione

Mettete in pentola olio, burro, cipolla, sedano, carota e aglio tritati e fate rosolare con il battuto. Condite con sale e pepe. Bagnate con il vino bianco e aggiungete un po’ di salsa di pomodoro dopo che questo è evaporato. A cottura ultimata, togliete gli ossibuchi, aggiungete la buccia di limone e il prezzemolo tritati,  legate il sugo con una noce di burro e un cucchiaio di farina cuocendo per 15 minuti. Passate il sugo al setaccio e versatelo sugli ossibuchi che avrete riposto nella pentola. Serviteli caldi, spolverizzando con prezzemolo tritato. E ora abbiniamolo alla Polenta Taragna Orobica Originale di cui vedremo la ricetta ufficiale

Ingredienti per 6 Persone – Polenta Taragna Orobica Originale

800g di farina gialla o mista saraceno, 4 litri d’acqua, sale, salvia, aglio 600-800g di formaggio FTB Branzi, 150 g di burro

Preparazione

Scaldate l’acqua nel paiolo, salate, e prima che inizi a bollire, versate lentamente a pioggia la farina, mescolando continuamente con un bastone di legno, in modo che non si formino grumi.

Rimestate continuamente per 50-60 minuti fino ad ottenere una Polenta di una certa consistenza ma non dura.

A cottura ultimata aggiungete il formaggio FTB Branzi fresco tagliato a dadi.

Rimestate lentamente. Il formaggio non deve sciogliersi completamente, deve filare pur mantenendo parte del dado consistente.  A questo punto versate il burro precedentemente rosolato in un tegame con la salvia e gli spicchi d’aglio. Bucherellando la Polenta con il bastone di legno, fatelo penetrare nell’impasto senza mescolare. Servitela molto calda e con un mestolo o cucchiaio di legno.

Se anche tu ami gustare i piatti tipici brembani o cucinarli, condividili sui social con gli hashtag #orobie #latteriadibranzi

Vi abbiamo incuriosito e ingolosito? Allora mettetevi ai fornelli con gli ingredienti originali esatti che troverete In Baita, alla Latteria di Branzi. Siamo a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A, oppure prenotate al Bù Cheese Bar, via Monte San Michele 1, nel cuore di Bergamo.

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5 modi per vivere il Formaggio Tipico Branzi FTB a tavola

La Latteria di Branzi vi porterà a vivere un’esperienza culinaria nuova, scoprendo cinque ricette che non vi aspettate con il Formaggio Tipico Branzi

C’è chi lo vede come una forma cilindrica, e chi, invece, come una forma di gusto declinabile all’interpretazione che ognuno dà alla propria tavola.

Oggi non vi diremo solo “dove” andare a mangiarlo, ma anche “come” mangiarlo, per rendere unica la vostra esperienza culinaria con uno dei formaggi più antichi delle Orobie.

Il protagonista? È sempre lui ed è sempre diverso: il Formaggio Tipico Branzi FTB!

Proprio perché pensi di conoscerla, la tradizione non finirà mai di sorprendere… E oggi ve la proponiamo rivisitata, secondo lo chef dei nostri partner di Bù Cheese Bar.

  1. Branzi alla Piastra: più che una ricetta, un nuovo punto di vista tutto gusto e semplicità. Tagliate in sottili fette il Formaggio Tipico Branzi FTB stagionato 60 giorni, e accompagnatelo con misticanza di stagione, scelta per voi dalla Latteria di Branzi, che raccoglie le verdurine fresche dai piccoli produttori locali. (Disponibile da Bù Cheese Bar)
  2. Vellutata di Zucca e Patate con Crostini di Pane:un piatto semplice ma mai banale. Pulire la zucca, pelare le patate e tagliarle a cubetti. In una padella alta mettere la zucca, le patate, il sale e coprire con acqua fredda. Un romantico piacere per il palato.
  3. Cotoletta alla Milanese con Branzi fresco Fuso: uno dei più classici piatti, il vitello servito con osso, dorato e rivestito da un manto di FTB Branzi adagiato e fuso per dare un sapore unico alla pietanza. Anche in questo caso, non scordate le misticanze di stagione. (Disponibile da Bù Cheese Bar)
  4. O.B. – Cheese Burger: un tocco moderno alla tradizione, con l’hamburger di manzo di Bruna e pasta di salame, formaggio Branzi FTB 60 giorni, pancetta croccante della Val Taleggio, cipolla caramellata esalta dressing di yogurt fatta in casa, senape e miele millefiori della Valbrembana. (Disponibile da Bù Cheese Bar)
  5. Ciareghì con Tartufo Nero di Bracca e Branzi Stravecchio: in un souté abbastanza lungo sciogliere il burro e adagiare con cura le uova facendo attenzione a non rompere il tuorlo. Cuocere per qualche minuto e servire il ciareghì molto caldo. Una volta nel piatto adagiare sopra delle scaglie di FTB Stravecchio e delle fettine sottili di Tartufo nero

 

Vi abbiamo incuriosito e ingolosito? Allora mettetevi ai fornelli con gli ingredienti originali esatti che troverete In Baita, alla Latteria di Branzi. Siamo a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A, oppure prenotate al Bù Cheese Bar, via Monte San Michele 1, nel cuore di Bergamo.

Le Casére arrivano in Cucina: sapori orobici!

Lo chef della Latteria di Branzi, per l’occasione, rispolvera una ricetta semplice, ma che conquisterà il vostro palato, abbinando la salsiccia alla Polenta Taragna Orobica Originale.

Oggi vi spiegheremo come realizzarla, calibrando le giuste quantità dei corretti ingredienti, perché è proprio dietro una apparente semplicità che si cela la cura del dettaglio.

Salsiccia in Padella con Polenta Taragna Orobica Originale

Ingredienti per 6 Persone

Forare la pelle della salsiccia affinché non si rompa durante la cottura, tagliatela a pezzi o arrotolatela a porzione fermandola con uno stecco.

Mettetela in un tegame con poco olio, fate quindi rosolare ambedue i lati e spruzzatela con il vino bianco.

Come variante potrete aggiungere salsa di pomodoro, infine servite con Polenta Taragna Orobica Originale.

 

Ingredienti per 6 Persone – Polenta Taragna Orobica Originale

800g di farina gialla o mista saraceno, 4 litri d’acqua, sale, salvia, aglio 600-800g di formaggio FTB Branzi, 150 g di burro

Preparazione

Scaldate l’acqua nel paiolo, salate, e prima che inizi a bollire, versate lentamente a pioggia la farina, mescolando continuamente con un bastone di legno, in modo che non si formino grumi.

Rimestate continuamente per 50-60 minuti fino ad ottenere una Polenta di una certa consistenza ma non dura.

A cottura ultimata aggiungete il formaggio FTB Branzi fresco tagliato a dadi.

Rimestate lentamente. Il formaggio non deve sciogliersi completamente, deve filare pur mantenendo parte del dado consistente.  A questo punto versate il burro precedentemente rosolato in un tegame con la salvia e gli spicchi d’aglio. Bucherellando la Polenta con il bastone di legno, fatelo penetrare nell’impasto senza mescolare. Servitela molto calda e con un mestolo o cucchiaio di legno.

Le meraviglie in tavola della Latteria ti aspettano In Baita!

Latteria di Branzi  ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  034592061. Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

Welcome To Bergamo: La Degustazione 100% Orobica

Essere social e nel contempo concreti. Quello di cui ha bisogno la nostra terra e che, senza indugi, sta accadendo, grazie ad imprenditori lungimiranti che incalzano la crescita turistica della città attraverso la riscoperta e la valorizzazione della nostra tradizione. E’ il Caso del Grand Hotel del Parco di Stezzano che, da mesi, ha lanciato il progetto di valorizzazione territoriale “Welcome To Bergamo”.

“E’ un’iniziativa molto ampia – spiegano dal direttivo della struttura alberghiera – finalizzata all’informazione ed al coinvolgimento attorno ai principali eventi di interesse culturale, artistico ed eno-gastronomico organizzati in Bergamo e Provincia”.

Diventare sostenitori del progetto è molto semplice: basta condividere le iniziative sui social. Ma prendervi parte… Ha tutt’altro sapore. Soprattutto quando entra in scena la declinazione culinaria del programma, la “Degustazione Welcome To Bergamo”, che nasce con l’intento di promuove prodotti d’eccellenza delle principali aziende del territorio, sapientemente orchestrati per esperienze di gusto che rappresentano il miglior souvenir per chi visita Bergamo.

“Dai primi giorni di aprile – spiegano dal Grand Hotel del parco – tutti i nostri ospiti nazionali ed internazionali potranno conoscere la “Degustazione Welcome to Bergamo”, grazie all’iniziativa che nasce dal nostro progetto di valorizzazione territoriale “Welcome to Bergamo”, con la preziosa collaborazione di In Baita – Latteria di Branzi (Zogno) e del Birrificio Indipendente Elav (Comun Nuovo)  volta alla promozione di prodotti locali d’eccellenza.

Latteria di Branzi fornirà quotidianamente varie tipologie dei più noti formaggi (Branzi, Zola malghese, Taleggio, ecc…) e salumi selezionandoli direttamente dai microproduttori delle nostre valli, ed in abbinamento Birrificio Elav affiancherà ricercate birre prodotte dai propri mastri birrai.

Insomma: un’occasione davvero da non perdere, ma anche da sostenere!

Se vuoi restare aggiornato sul progetto di valorizzazione territoriale Welcome To Bergamo, clicca qui https://www.facebook.com/grandhoteldelparco/

 

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4 Prodotti Orobici di cui Non potrete più fare a meno

Se i piatti della tradizione, da secoli, restano intatti, i loro ingredienti si reinventano, per entrare nella frenetica routine quotidiana, addolcendola… Come? Con un tocco di lifestyle, l’hashtag al posto giusto e il sapore ben concentrato sotto il palato!

Parola di Latteria, frutto di 65 anni di impegno e merito di generazioni che hanno sostenuto il gusto orobico.

Lo chef della Latteria di Branzi lancia il prêt a porter del gusto, smart e perfetto per entrare nella routine di tutti i giorni.

Quattro chicche, per altrettanti momenti della giornata: perché la routine non si divide tra frenesia feriale e stanchezza nei festivi, ma per gusto giusto nel momento esatto.

  1. Yogurt Orobico: dalla raccolta del latte orobico che gli allevatori delle nostre valli ricavano dalla Bruna Alpina Originale, fino alla nostra pastorizzazione. Una piccola parte viene riservata alla produzione dei nostri yogurt. Perfetti per un break al lavoro o per la merenda dell’intervallo per i vostri figli. Buoni come il latte delle nostre montagne, gli yogurt profumano di boschi e ruscelli, limpide sorgenti e Pascoli di altura.
  2. Bésse de Brans: aperitivo con gli amici o snack salato mentre guardate la partita? Ma soprattutto: fritte o alla piastra? Le Bésse sono le rifilature della cagliata che fuoriesce dalle forme tonde in legno, in cui il casaro le depone e pressa appena tolte dalla caldaia. Ne otterrete strisce croccanti e dal sapore intenso.
  3. Fiurit: prodotto esclusivamente due volte alla settimana, il fiurit, o ricotta liquida, nasce dalla prima fioritura del siero, ed è un prodotto tradizionalmente abbinabile alla Polenta e reinventato anche dal nostro chef come…. Dessert! Perfetto per una cena inaspettata a metà settimana.
  4. Botticello: Dolce o salato? Il Botticello prende il proprio nome dalla forma dei contenitori con cui veniva formato nei suoi primi anni di produzione. Lattica a fermentazione naturale, messo nelle tele per far sgrondare il siero, il Botticello è un prodotto spalmabile, utilizzabile con spezie, olio oppure marmellate oppure per preparare la cheesecake.

 

E voi? Quale prodotto del nostro lifestyle scegliete?

 

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#OROBIE: l’hashtag del bello, del buono e del vero

Ciò che rende unica Bergamo, è quella sensazione di avere così vicine le montagne da poterne toccare la punta. E poco importa se alla fine non ci riesci, perché a volte basta uno scatto ben fatto e postato su Instagram per far vivere un senso di libertà.

Strano a dirsi, il mondo dei social sta rendendo ancora più forte il legame tra uomo e tradizione, e su Instagram la community che si raccoglie nell’etichetta #Orobie rappresenta un romanzo fatto di tanti punti di vista e segmenti di interessi, che riportano alle radici dell’East Lombardy.

Chi racconta di sentieri e camminate, chi di momenti nei posti tipici e chi, come noi della Latteria di Branzi, racconta di prodotti di montagna, ricette e scatti di gusto.

La suddivisione temporale dei post di instagram ci ha spinti a dare una guida alla comunità appassionata delle #Orobie, proponendo piatti e prodotti tipici in base alla loro cadenza annuale.

Chi dice Orobie pensa, in primis, alla Polenta Taragna Orobica. Uno dei piatti più rappresentativi, che vede nel Formaggio Tipico Branzi FTB uno dei capisaldi per sua la corretta preparazione. Ogni mese vi accompagneremo in tavola con i grandi abbinamenti della tradizione, spiegandovi come prepararli e ricordandovi anche di taggarli, scegliendoli in base al periodo dell’anno che segue il loro corso naturale per arrivare alle nostre tavole.

Oggi abbineremo la Polenta Taragna Orobica allo Stinco di Vitello, attraverso due ricette originali, da tenere sempre in cucina a portata di mano.

La Polenta Taragna Orobica –  Ricetta Ufficiale:

Ingredienti

Dose per 6 persone

  • 2 litri di acqua in modo da ottenere la polenta morbida adatta alla taragna;
  • 10 grammi di sale grosso;
  • 350-400 grammi di farina di mais vitrei o semivitrei, possibilmente di varietà antiche, coltivati nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio. Laddove rientri nella tradizione è ammessa anche una percentuale di grano saraceno. La quantità di acqua dipende dalla tipologia e dalla granulometria della farina di mais;
  • 650 grammi almeno di Formaggio Tipico Branzi FTB o Formai de mut dell’Alta Valle Brembana dop, bitto storico presidio Slow Food, Bitto dop. La quantità del formaggio dipende dalla sua stagionatura.

 

Per il condimento

50 grammi di burro soffritto con uno spicchio d’aglio e quattro foglie di salvia (poi rimossi) da versare sulla polenta taragna orobica qualora venga servita come piatto unico.

Procedimento

Mettere l’acqua in un paiolo di rame, di ghisa o in una pentola d’acciaio col fondo spesso e con gli angoli arrotondati e portarla a ebollizione; salarla e versarvi la farina a pioggia, mescolando di continuo affinché non si formino grumi. Portare a cottura per almeno un’ora mescolando al bisogno. Aggiungere acqua calda se risulta troppo densa.

Tagliare il formaggio a pezzetti, abbassare il fuoco al minimo e aggiungerlo alla polenta. Amalgamare bene gli ingredienti fino al loro completo scioglimento (5-6 minuti).

Aggiustare eventualmente di sale e poi servire immediatamente la polenta taragna orobica in ciotole di ceramica o di terracotta, oppure adagiandola su un tagliere.

Qualora costituisca un piatto unico condirla con il burro insaporito con aglio e salvia.

 

E per servirla in tavola secondo la tradizione, non scordate di abbinare lo stinco di vitello.

STINCO DI VITELLO

Ingredienti per 6 Persone

2 stinchi di vitello, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 spicchio d’aglio, rametto di rosmarino, burro, sale e pepe.

Preparazione:

Fate rosolare gli stinchi in un tegame con un pezzo di burro, aglio e rosmarino. Bagnate con un bicchiere di vino bianco, aggiungete sale e pepe. Evaporato il vino con fuoco vivace, infornate a calore moderato per circa due ore, ricordandovi di irrorarli ogni tanto con il loro sugo di cottura, altro vino bianco o brodo. Portate in tavola gli stinchi e, a parte, in una salsiera il sugo. Da servire rigorosamente con Polenta Taragna Orobica

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Dolce o Piccante? Formaggio Tipico Branzi

Nuovo appuntamento, nuovo gusto e nuovo formaggio, annoverato tra i Principi delle Orobie. Oggi amici vi parliamo di Branzi (www.latteriadibranzi.it), scatenando oltre alla curiosità anche l’appetito, con una ricetta d’autore che accompagnerà la nostra passeggiata fra le tavole orobiche e i verdi pascoli delle montagne.

Dovete sapere che il nostro formaggio prende il nome dal paese di Branzi (www.latteriadibranzi.it), in alta Valle Brembana, e ha una tradizione secolare. Viene prodotto con latte intero vaccino crudo fatto confluire alla latteria sociale casearia di Branzi. Il sapore è dolce e delicato, o leggermente piccante se il formaggio è invecchiato per più mesi. Ha caratteristiche simili al Bitto Storico, con cui ha condiviso per secoli area di produzione e soprattutto di vendita, ovvero la storica fiera di San Matteo, a Branzi, di fine settembre. La stagionatura media è di 2-3 mesi per il formaggio fresco, 6 mesi per lo stagionato, oltre i 12 mesi per lo Stravecchio.

Ricetta del Giorno

Gnocco Ripieno con fonduta di Branzi FTB

Dosi per 6 persone 1 kg di patate
150 g di farina bianca
1 uovo
50 g di burro
50 g di parmigiano reggiano
100 g di Branzi FTB fresco 60 giorni
40 g di panna
Sale, Pepe

In una casseruola a bagnomaria, far sciogliere il Branzi FTB tagliato a dadini e la panna. Quando il composto sarà ben amalgamato, ritirarlo in un contenitore e raffreddarlo, una volta freddo formare delle palline.
Nel frattempo cuocere le patate e preparare l’impasto degli gnocchi con l’uovo e la farina.
Pronto l’impasto stenderlo e formare con uno stampo dei dischi dove metteremo la fonduta di Branzi FTB e avvolgeremo il tutto.
Una volta pronti, cuocerli in acqua bollente, quando verranno a galla scolarli e condirli con burro fuso e parmigiano.

 

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In Baita, tra sapori e tradizioni del territorio

Una rubrica così, non l’avevate mai vista né “assaggiata”. Oggi proveremo a posare il formaggio e prendere in mano la penna, non per tagliarlo ma per descriverlo dal nostro punto di vista, che inizia nel 1953. Un viaggio che dalle pendici della Valle Brembana, sta oggi raggiungendo tutti i continenti, dialogando nella comune lingua del gusto, per trasformare quelle che per gli stranieri sono diversità, in tipicità in grado di sposarsi con tutte le culture gastronomiche. Parleremo di eccellenze e “Principi”. Di idee in cucina e di territorio. Lo faremo con voi.

Dal 1953, Giacomo Midali, casaro in Branzi, perseguì l’obiettivo di produrre tutto l’anno un formaggio (www.formaggiobranzi.com) di alta qualità, garantita dall’impiego delle tecniche tradizionali utilizzate in alpeggio e dal latte prodotto in valle: fondò la Latteria Sociale Casearia di Branzi, a cui aderirono molti piccoli produttori, e dalle cui coldere uscirono le prime forme di quel particolare formaggio che i Soci denominarono Branzi.

Da oltre cinquant’anni il latte delle stalle della Valle Brembana e delle aree limitrofe, con la sua tipicità legata alla qualità del foraggio e dei pascoli, viene raccolto quotidianamente e fatto confluire ancora alla Latteria di Branzi, dove è trasformato dopo meticolosi controlli. Nella Latteria Sociale Casearia di Branzi si adottano i metodi di lavorazione tradizionali, seppur con strumentazioni moderne, perché proporzionati alla grande quantità di latte che ogni giorno viene trasformato.

Grandi vasche in acciaio hanno sostituito le tradizionali coldere a forma di campana capovolta; la cagliata non è più rotta dalla spada e dallo spino, ma da grandi attrezzi rotanti; le temperature di riscaldamento e di cottura sono regolate da termostati. Resta comunque l’arte dei maestri casari, unici in grado di decidere quando il coaugulo provocato dal caglio è alla giusta omogeneità e consistenza per la rottura, e quando la cagliata è cotta al punto giusto per essere liberata dal siero.

Oggi la Latteria di Branzi è molto di più, grazie all’impegno nella difesa della tradizione, all’attività di ricerca nel campo caseario per migliorare la produzione del formaggio e ad un loro elevamento anche nelle tavole stellate di importanti chef.

La tradizione orobica è più forte che mai, e la Latteria di Branzi (www.latteriadibranzi.it) è l’hub che fa da incubatore nella distribuzione locale ed internazionale di prodotti dal gusto tipico che vivono dello stesso respiro del territorio. Ecco perché ogni protagonista di questa rubrica dedicata all’Arte in Casera, potrete conoscerlo, gustarlo e acquistarlo In Baita (www.latteriadibranzi.it): un luogo tradizionale, sia shop che ristorante, che vi aspetta tutti i giorni a Zogno. Noi, invece, vi diamo appuntamento alla prossima settimana, per scoprire i Formaggi Principi delle Orobie. E andremo alla scoperta del Formaggio Tipico Branzi – FTB.

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Capra Orobica e Bruna alpina originale tutelate da due associazioni

capra orobica Nel febbraio 2015 a Prato San Pietro di Cortenova, in Valsassina, allevatori della razza bovina Bruna alpina originale e della capra Orobica hanno dato vita a due associazioni per promuovere le rispettive razze e i loro prodotti. L’operazione era da tempo in gestazione ma è giunta rapidamente in porto anche grazie agli incoraggiamenti ricevuti dall’assessore regionale Fava, il quale aveva indicato nella capra Orobica e nella razza bovina Bruna alpina originale due simboli della montagna lombarda e assicurato il sostegno della regione all’organizzazione di importanti eventi dedicati a queste razze nel periodo Expo. Si sono fatti promotori delle due associazioni allevatori della Valle Brembana, delle valli orobiche valtellinesi e della Valsassina in parte già da tempo in contatto grazie all’iniziativa di valorizzazione dei formaggi “Principi delle Orobie”.

L’Associazione dei produttori di formaggi di sola capra Orobica è stata promossa da Ferdy Quarteroni di Lenna (Bg), presidente, Alfio Sassella di Talamona (So), Enrico Benedetti di Cortenova (Lc), Giuseppe Giovannoni di Cosio Valtellino (So), Martino Colombo di Pagnona (Lc), Ermanno Giardini di Colico (Lc). Raccoglie allevatori che sono al tempo stesso produttori di formaggi e punta apertamente a inserire i “Formaggi di sola capra Orobica” all’interno dei “Principi” (Branzi FTP, Bitto storico presidio Slow Food, Strachitunt Dop, Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana Dop, Agrì di Valtorta presidio Slow Food, Stracchino all’antica presidio Slow Food). L’Associazione ha inoltre ottenuto per i “Formaggi di sola capra Orobica” il riconoscimento di Presidio Slow Food.

L’Associazione lombarda Bruna alpina originale, promossa da Alfio Sassella (So), presidente, Nicolò Quarteroni di Lenna (Bg), Ignazio Carrara di Serina (Bg) intende invece far conoscere l’enorme importanza rivestita da questa razza nel quadro dell’economia e della società della montagna lombarda, e al tempo stesso sollecitare adeguati sostegni per la sua diffusione e l’istituzione del Libro Genealogico. Consapevole che il ritorno della Bruna alpina originale è fondamentalmente legato alla sua valorizzazione economica l’Associazione punta anche alla promozione del latte, dei formaggi e della carne.

Possono aderire all’Associazione dei produttori dei formaggi di capra Orobica anche alpeggiatori (a patto che in alpeggio siano munte solo capre Orobiche), caseifici che ritirano il latte dei soci e lo trasformano in modo separato, produttori di latte che conferiscono ad altri allevatori o ai caseifici. Per aderire all’Associazione della Bruna alpina originale è sufficiente allevare almeno tre capi della razza.

 

 

A marzo lo zafferano “Tre Faggi” si degusta a Zogno

zafferano

Dall’alta Val Brembilla fino alle porte della Valle Brembana. Lo zafferano d’eccellenza approda alla Baita dei Saperi e dei Sapori Brembani

A partire dall’ultima settimana di febbraio e per tutto il mese di marzo, presso la baita dei Saperi e dei Sapori Brembani di Zogno, si potranno gustare piatti a base di zafferano purissimo in stimmi. Dagli sfiziosi antipasti a base di zafferano, ai primi di risotto, tagliolini e vellutata, fino alla pasticceria, il tutto preparato con un tocco di classe dallo chef Romeo Gervasoni. La preziosa spezia, dopo alcuni anni di sperimentazione, ora viene prodotta dall’azienda agricola <<Tre Faggi>> anche in alta Val Brembilla, nella frazione di Gerosa.

<<L’eccellente qualità ha superato ogni più rosea aspettativa e non ha nulla da invidiare allo zafferano  abruzzese- ha sottolineato-l’Avv. Alessandro Cremaschi,ora coltivatore e titolare dell’azienda agricola-, visto che sono stati messi a dimora circa cinque quintali di bulbi provenienti dagli altipiani di  Navelli>>.

La qualità dello zafferano ottenuto è stato certificato dall’Università Statale distaccamento per la montagna di Edolo, superiore alla prima categoria secondo la normativa ISO 3632 con elevate percentuali di crocina, pirocrocina e safranale che esaltano la bontà dei piatti preparati con grandi abilità e maestria dallo chef che dirige la baita.

<<L’ambiente dove viene prodotta la spezia, particolarmente vocato alla coltivazione dello zafferano, si trova a 1200 mt di altitudine, immerso in un’oasi verde incontaminata e baciata dal sole, tra pascoli e boschi verdeggianti, dove si respirano ancora i profumi di un tempo e dove regnano incontrastate quiete e tranquillità>>, ha aggiunto Cremaschi.

Durante tutto il mese di marzo, quindi, si potranno degustare piatti a base di zafferano purissimo in stimmi dove, alla professionalità e all’esperienza dello chef Romeo Gervasoni, si abbinerà, in perfetta armonia, L’eccellente qualità della spezia prodotta con tanta passione dal titolare dell’azienda Tre Faggi.

Fonte: http://www.inter-valli.com