4 Prodotti Orobici di cui Non potrete più fare a meno

Se i piatti della tradizione, da secoli, restano intatti, i loro ingredienti si reinventano, per entrare nella frenetica routine quotidiana, addolcendola… Come? Con un tocco di lifestyle, l’hashtag al posto giusto e il sapore ben concentrato sotto il palato!

Parola di Latteria, frutto di 65 anni di impegno e merito di generazioni che hanno sostenuto il gusto orobico.

Lo chef della Latteria di Branzi lancia il prêt a porter del gusto, smart e perfetto per entrare nella routine di tutti i giorni.

Quattro chicche, per altrettanti momenti della giornata: perché la routine non si divide tra frenesia feriale e stanchezza nei festivi, ma per gusto giusto nel momento esatto.

  1. Yogurt Orobico: dalla raccolta del latte orobico che gli allevatori delle nostre valli ricavano dalla Bruna Alpina Originale, fino alla nostra pastorizzazione. Una piccola parte viene riservata alla produzione dei nostri yogurt. Perfetti per un break al lavoro o per la merenda dell’intervallo per i vostri figli. Buoni come il latte delle nostre montagne, gli yogurt profumano di boschi e ruscelli, limpide sorgenti e Pascoli di altura.
  2. Bésse de Brans: aperitivo con gli amici o snack salato mentre guardate la partita? Ma soprattutto: fritte o alla piastra? Le Bésse sono le rifilature della cagliata che fuoriesce dalle forme tonde in legno, in cui il casaro le depone e pressa appena tolte dalla caldaia. Ne otterrete strisce croccanti e dal sapore intenso.
  3. Fiurit: prodotto esclusivamente due volte alla settimana, il fiurit, o ricotta liquida, nasce dalla prima fioritura del siero, ed è un prodotto tradizionalmente abbinabile alla Polenta e reinventato anche dal nostro chef come…. Dessert! Perfetto per una cena inaspettata a metà settimana.
  4. Botticello: Dolce o salato? Il Botticello prende il proprio nome dalla forma dei contenitori con cui veniva formato nei suoi primi anni di produzione. Lattica a fermentazione naturale, messo nelle tele per far sgrondare il siero, il Botticello è un prodotto spalmabile, utilizzabile con spezie, olio oppure marmellate oppure per preparare la cheesecake.

 

E voi? Quale prodotto del nostro lifestyle scegliete?

 

Latteria di Branzi  ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

Advertisements

#OROBIE: l’hashtag del bello, del buono e del vero

Ciò che rende unica Bergamo, è quella sensazione di avere così vicine le montagne da poterne toccare la punta. E poco importa se alla fine non ci riesci, perché a volte basta uno scatto ben fatto e postato su Instagram per far vivere un senso di libertà.

Strano a dirsi, il mondo dei social sta rendendo ancora più forte il legame tra uomo e tradizione, e su Instagram la community che si raccoglie nell’etichetta #Orobie rappresenta un romanzo fatto di tanti punti di vista e segmenti di interessi, che riportano alle radici dell’East Lombardy.

Chi racconta di sentieri e camminate, chi di momenti nei posti tipici e chi, come noi della Latteria di Branzi, racconta di prodotti di montagna, ricette e scatti di gusto.

La suddivisione temporale dei post di instagram ci ha spinti a dare una guida alla comunità appassionata delle #Orobie, proponendo piatti e prodotti tipici in base alla loro cadenza annuale.

Chi dice Orobie pensa, in primis, alla Polenta Taragna Orobica. Uno dei piatti più rappresentativi, che vede nel Formaggio Tipico Branzi FTB uno dei capisaldi per sua la corretta preparazione. Ogni mese vi accompagneremo in tavola con i grandi abbinamenti della tradizione, spiegandovi come prepararli e ricordandovi anche di taggarli, scegliendoli in base al periodo dell’anno che segue il loro corso naturale per arrivare alle nostre tavole.

Oggi abbineremo la Polenta Taragna Orobica allo Stinco di Vitello, attraverso due ricette originali, da tenere sempre in cucina a portata di mano.

La Polenta Taragna Orobica –  Ricetta Ufficiale:

Ingredienti

Dose per 6 persone

  • 2 litri di acqua in modo da ottenere la polenta morbida adatta alla taragna;
  • 10 grammi di sale grosso;
  • 350-400 grammi di farina di mais vitrei o semivitrei, possibilmente di varietà antiche, coltivati nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio. Laddove rientri nella tradizione è ammessa anche una percentuale di grano saraceno. La quantità di acqua dipende dalla tipologia e dalla granulometria della farina di mais;
  • 650 grammi almeno di Formaggio Tipico Branzi FTB o Formai de mut dell’Alta Valle Brembana dop, bitto storico presidio Slow Food, Bitto dop. La quantità del formaggio dipende dalla sua stagionatura.

 

Per il condimento

50 grammi di burro soffritto con uno spicchio d’aglio e quattro foglie di salvia (poi rimossi) da versare sulla polenta taragna orobica qualora venga servita come piatto unico.

Procedimento

Mettere l’acqua in un paiolo di rame, di ghisa o in una pentola d’acciaio col fondo spesso e con gli angoli arrotondati e portarla a ebollizione; salarla e versarvi la farina a pioggia, mescolando di continuo affinché non si formino grumi. Portare a cottura per almeno un’ora mescolando al bisogno. Aggiungere acqua calda se risulta troppo densa.

Tagliare il formaggio a pezzetti, abbassare il fuoco al minimo e aggiungerlo alla polenta. Amalgamare bene gli ingredienti fino al loro completo scioglimento (5-6 minuti).

Aggiustare eventualmente di sale e poi servire immediatamente la polenta taragna orobica in ciotole di ceramica o di terracotta, oppure adagiandola su un tagliere.

Qualora costituisca un piatto unico condirla con il burro insaporito con aglio e salvia.

 

E per servirla in tavola secondo la tradizione, non scordate di abbinare lo stinco di vitello.

STINCO DI VITELLO

Ingredienti per 6 Persone

2 stinchi di vitello, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 spicchio d’aglio, rametto di rosmarino, burro, sale e pepe.

Preparazione:

Fate rosolare gli stinchi in un tegame con un pezzo di burro, aglio e rosmarino. Bagnate con un bicchiere di vino bianco, aggiungete sale e pepe. Evaporato il vino con fuoco vivace, infornate a calore moderato per circa due ore, ricordandovi di irrorarli ogni tanto con il loro sugo di cottura, altro vino bianco o brodo. Portate in tavola gli stinchi e, a parte, in una salsiera il sugo. Da servire rigorosamente con Polenta Taragna Orobica

Latteria di Branzi  ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

Dolce o Piccante? Formaggio Tipico Branzi

Nuovo appuntamento, nuovo gusto e nuovo formaggio, annoverato tra i Principi delle Orobie. Oggi amici vi parliamo di Branzi (www.latteriadibranzi.it), scatenando oltre alla curiosità anche l’appetito, con una ricetta d’autore che accompagnerà la nostra passeggiata fra le tavole orobiche e i verdi pascoli delle montagne.

Dovete sapere che il nostro formaggio prende il nome dal paese di Branzi (www.latteriadibranzi.it), in alta Valle Brembana, e ha una tradizione secolare. Viene prodotto con latte intero vaccino crudo fatto confluire alla latteria sociale casearia di Branzi. Il sapore è dolce e delicato, o leggermente piccante se il formaggio è invecchiato per più mesi. Ha caratteristiche simili al Bitto Storico, con cui ha condiviso per secoli area di produzione e soprattutto di vendita, ovvero la storica fiera di San Matteo, a Branzi, di fine settembre. La stagionatura media è di 2-3 mesi per il formaggio fresco, 6 mesi per lo stagionato, oltre i 12 mesi per lo Stravecchio.

Ricetta del Giorno

Gnocco Ripieno con fonduta di Branzi FTB

Dosi per 6 persone 1 kg di patate
150 g di farina bianca
1 uovo
50 g di burro
50 g di parmigiano reggiano
100 g di Branzi FTB fresco 60 giorni
40 g di panna
Sale, Pepe

In una casseruola a bagnomaria, far sciogliere il Branzi FTB tagliato a dadini e la panna. Quando il composto sarà ben amalgamato, ritirarlo in un contenitore e raffreddarlo, una volta freddo formare delle palline.
Nel frattempo cuocere le patate e preparare l’impasto degli gnocchi con l’uovo e la farina.
Pronto l’impasto stenderlo e formare con uno stampo dei dischi dove metteremo la fonduta di Branzi FTB e avvolgeremo il tutto.
Una volta pronti, cuocerli in acqua bollente, quando verranno a galla scolarli e condirli con burro fuso e parmigiano.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

In Baita, tra sapori e tradizioni del territorio

Una rubrica così, non l’avevate mai vista né “assaggiata”. Oggi proveremo a posare il formaggio e prendere in mano la penna, non per tagliarlo ma per descriverlo dal nostro punto di vista, che inizia nel 1953. Un viaggio che dalle pendici della Valle Brembana, sta oggi raggiungendo tutti i continenti, dialogando nella comune lingua del gusto, per trasformare quelle che per gli stranieri sono diversità, in tipicità in grado di sposarsi con tutte le culture gastronomiche. Parleremo di eccellenze e “Principi”. Di idee in cucina e di territorio. Lo faremo con voi.

Dal 1953, Giacomo Midali, casaro in Branzi, perseguì l’obiettivo di produrre tutto l’anno un formaggio (www.formaggiobranzi.com) di alta qualità, garantita dall’impiego delle tecniche tradizionali utilizzate in alpeggio e dal latte prodotto in valle: fondò la Latteria Sociale Casearia di Branzi, a cui aderirono molti piccoli produttori, e dalle cui coldere uscirono le prime forme di quel particolare formaggio che i Soci denominarono Branzi.

Da oltre cinquant’anni il latte delle stalle della Valle Brembana e delle aree limitrofe, con la sua tipicità legata alla qualità del foraggio e dei pascoli, viene raccolto quotidianamente e fatto confluire ancora alla Latteria di Branzi, dove è trasformato dopo meticolosi controlli. Nella Latteria Sociale Casearia di Branzi si adottano i metodi di lavorazione tradizionali, seppur con strumentazioni moderne, perché proporzionati alla grande quantità di latte che ogni giorno viene trasformato.

Grandi vasche in acciaio hanno sostituito le tradizionali coldere a forma di campana capovolta; la cagliata non è più rotta dalla spada e dallo spino, ma da grandi attrezzi rotanti; le temperature di riscaldamento e di cottura sono regolate da termostati. Resta comunque l’arte dei maestri casari, unici in grado di decidere quando il coaugulo provocato dal caglio è alla giusta omogeneità e consistenza per la rottura, e quando la cagliata è cotta al punto giusto per essere liberata dal siero.

Oggi la Latteria di Branzi è molto di più, grazie all’impegno nella difesa della tradizione, all’attività di ricerca nel campo caseario per migliorare la produzione del formaggio e ad un loro elevamento anche nelle tavole stellate di importanti chef.

La tradizione orobica è più forte che mai, e la Latteria di Branzi (www.latteriadibranzi.it) è l’hub che fa da incubatore nella distribuzione locale ed internazionale di prodotti dal gusto tipico che vivono dello stesso respiro del territorio. Ecco perché ogni protagonista di questa rubrica dedicata all’Arte in Casera, potrete conoscerlo, gustarlo e acquistarlo In Baita (www.latteriadibranzi.it): un luogo tradizionale, sia shop che ristorante, che vi aspetta tutti i giorni a Zogno. Noi, invece, vi diamo appuntamento alla prossima settimana, per scoprire i Formaggi Principi delle Orobie. E andremo alla scoperta del Formaggio Tipico Branzi – FTB.

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

Capra Orobica e Bruna alpina originale tutelate da due associazioni

capra orobica Nel febbraio 2015 a Prato San Pietro di Cortenova, in Valsassina, allevatori della razza bovina Bruna alpina originale e della capra Orobica hanno dato vita a due associazioni per promuovere le rispettive razze e i loro prodotti. L’operazione era da tempo in gestazione ma è giunta rapidamente in porto anche grazie agli incoraggiamenti ricevuti dall’assessore regionale Fava, il quale aveva indicato nella capra Orobica e nella razza bovina Bruna alpina originale due simboli della montagna lombarda e assicurato il sostegno della regione all’organizzazione di importanti eventi dedicati a queste razze nel periodo Expo. Si sono fatti promotori delle due associazioni allevatori della Valle Brembana, delle valli orobiche valtellinesi e della Valsassina in parte già da tempo in contatto grazie all’iniziativa di valorizzazione dei formaggi “Principi delle Orobie”.

L’Associazione dei produttori di formaggi di sola capra Orobica è stata promossa da Ferdy Quarteroni di Lenna (Bg), presidente, Alfio Sassella di Talamona (So), Enrico Benedetti di Cortenova (Lc), Giuseppe Giovannoni di Cosio Valtellino (So), Martino Colombo di Pagnona (Lc), Ermanno Giardini di Colico (Lc). Raccoglie allevatori che sono al tempo stesso produttori di formaggi e punta apertamente a inserire i “Formaggi di sola capra Orobica” all’interno dei “Principi” (Branzi FTP, Bitto storico presidio Slow Food, Strachitunt Dop, Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana Dop, Agrì di Valtorta presidio Slow Food, Stracchino all’antica presidio Slow Food). L’Associazione ha inoltre ottenuto per i “Formaggi di sola capra Orobica” il riconoscimento di Presidio Slow Food.

L’Associazione lombarda Bruna alpina originale, promossa da Alfio Sassella (So), presidente, Nicolò Quarteroni di Lenna (Bg), Ignazio Carrara di Serina (Bg) intende invece far conoscere l’enorme importanza rivestita da questa razza nel quadro dell’economia e della società della montagna lombarda, e al tempo stesso sollecitare adeguati sostegni per la sua diffusione e l’istituzione del Libro Genealogico. Consapevole che il ritorno della Bruna alpina originale è fondamentalmente legato alla sua valorizzazione economica l’Associazione punta anche alla promozione del latte, dei formaggi e della carne.

Possono aderire all’Associazione dei produttori dei formaggi di capra Orobica anche alpeggiatori (a patto che in alpeggio siano munte solo capre Orobiche), caseifici che ritirano il latte dei soci e lo trasformano in modo separato, produttori di latte che conferiscono ad altri allevatori o ai caseifici. Per aderire all’Associazione della Bruna alpina originale è sufficiente allevare almeno tre capi della razza.

 

 

A marzo lo zafferano “Tre Faggi” si degusta a Zogno

zafferano

Dall’alta Val Brembilla fino alle porte della Valle Brembana. Lo zafferano d’eccellenza approda alla Baita dei Saperi e dei Sapori Brembani

A partire dall’ultima settimana di febbraio e per tutto il mese di marzo, presso la baita dei Saperi e dei Sapori Brembani di Zogno, si potranno gustare piatti a base di zafferano purissimo in stimmi. Dagli sfiziosi antipasti a base di zafferano, ai primi di risotto, tagliolini e vellutata, fino alla pasticceria, il tutto preparato con un tocco di classe dallo chef Romeo Gervasoni. La preziosa spezia, dopo alcuni anni di sperimentazione, ora viene prodotta dall’azienda agricola <<Tre Faggi>> anche in alta Val Brembilla, nella frazione di Gerosa.

<<L’eccellente qualità ha superato ogni più rosea aspettativa e non ha nulla da invidiare allo zafferano  abruzzese- ha sottolineato-l’Avv. Alessandro Cremaschi,ora coltivatore e titolare dell’azienda agricola-, visto che sono stati messi a dimora circa cinque quintali di bulbi provenienti dagli altipiani di  Navelli>>.

La qualità dello zafferano ottenuto è stato certificato dall’Università Statale distaccamento per la montagna di Edolo, superiore alla prima categoria secondo la normativa ISO 3632 con elevate percentuali di crocina, pirocrocina e safranale che esaltano la bontà dei piatti preparati con grandi abilità e maestria dallo chef che dirige la baita.

<<L’ambiente dove viene prodotta la spezia, particolarmente vocato alla coltivazione dello zafferano, si trova a 1200 mt di altitudine, immerso in un’oasi verde incontaminata e baciata dal sole, tra pascoli e boschi verdeggianti, dove si respirano ancora i profumi di un tempo e dove regnano incontrastate quiete e tranquillità>>, ha aggiunto Cremaschi.

Durante tutto il mese di marzo, quindi, si potranno degustare piatti a base di zafferano purissimo in stimmi dove, alla professionalità e all’esperienza dello chef Romeo Gervasoni, si abbinerà, in perfetta armonia, L’eccellente qualità della spezia prodotta con tanta passione dal titolare dell’azienda Tre Faggi.

Fonte: http://www.inter-valli.com

I formaggi brembani sposano i vini nobili di Tenuta Vinea

foto 3E’ nello splendido scenario di Valtellina, terra a ridosso delle Alpi Retiche nota per i suoi paesaggi mozzafiato, per le sue superbe montagne e per i suoi grandi vini, che nasce Tenuta Vinea SCERSCÈ. Cristina Scarpellini, bergamasca di nascita, ma tiranese d’adozione è la testa pensante dell’azienda che con passione si dedica in prima persona alla vinificazione delle uve della proprietà terrazzata, architettura frutto del duro lavoro dell’uomo e testimonianza millenaria di una tradizione culturale e colturale ancora viva.

Cuore, coraggio e creatività sono le tre parole che caratterizzano e contraddistinguono l’esperienza di Cristina.

Siamo a Teglio, in Valgella, dove i vigneti di proprietà si collocano in un unico corpo aziendale, con un’ottima esposizione verso Sud Sud-Est, ad una quota di circa 600mslm. Sono rigorosamente a rittochino secondo tradizione ed i terrazzi comunicano tra loro con scale in pietra, allevati e condotti per tutto il loro ciclo vitale pianta per pianta, manualmente e con cura quasi paterna. Un suolo franco sabbioso, un’esposizione dei terreni che dona grande luminosità ed una notevole escursione termica.

IMG_8097Il vitigno dal quale si ottengono i vini è il Nebbiolo, qui denominato “Chiavennasca”: nobile, austero, longevo, esigente, padre di vini storicamente molto famosi. Necessita di una particolare situazione ambientale e climatica alla quale i pendii delle Alpi Retiche si prestano perfettamente.

L’origine di Cristina e la sua passione verso i prodotti locali generano un’unione perfetta tra Orobie Bergamasche e Alpi Retiche Valtellinesi, tra gustosi formaggi tradizionali e i vini nobili della Tenuta.

Tre i vini prodotti.

“Nettare Rosso di Valtellina DOC.

Nebbiolo giovane, deciso ma gentile allo stesso tempo. Note fruttate di marasca e ciliegia, toni speziati e ricordi di viole. Raccolta rigorosamente a mano. Nasce in acciaio, segue un affinamento in botti di rovere per 6 mesi per poi completare in bottiglia la sua evoluzione. Delicato e persistente è vino da tutto pasto, perfetto in abbinamento ad antipasti, primi piatti, carni bianche e formaggi giovani.

Ottimo abbinamento: Strachinel, Rosetta e Branzi per la loro delicatezza e dolcezza

Essenza Valtellina Superiore DOCG

Rispecchia l’evoluzione del Nebbiolo, del suo colore, la complessità e la finezza dei suoi profumi, che ben si bilanciano con il gusto trovando spezie come il pepe e la cannella. Profumi forti, note di viola molto delicate, completate dal gusto di liquirizia e nocciola. Raccolta rigorosamente a mano. Nasce in acciaio, segue un affinamento in botti di rovere per 15-18 mesi ed invecchia in bottiglia per almeno 6 mesi. Elegante ed armonico, si sposa perfettamente con pizzoccheri, carni bianche e rosse, formaggi stagionati e selvaggina.

Ottimo abbinamento: Formai de Mut per la sua stagionatura e perché conserva la fragranza delle erbe, il sapore delicato, non piccante e poco salato.

Infinito Sforzato di Valtellina “Infinito” Sforzato di Valtellina DOCG

Prodotto solo nelle annate migliori selezionando le uve da tutti i vigneti della proprietà. Un vino che esprime tutte le potenzialità di un Nebbiolo curato grappolo per grappolo, lasciato ad appassire per poter concentrare zucchero, aroma, colore e gusto, per dare “un qualcosa” difficile da dimenticare. Profumi molto fini, contrapposti ad un corpo forte e deciso ed un gusto ammaliante che ricorda la frutta sotto spirito, la marasca, la susina, sentori di viola e rosa appassita contornati da un piccante come la cannella e il pepe rosa. Raccolta rigorosamente a mano. Nasce con un appassimento naturale delle uve. Affinamento in botti di rovere per almeno 24 mesi, seguito da 8-10 mesi in bottiglia. Grande morbidezza e persistenza, si sposa perfettamente con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.

Ottimo abbinamento: Formai de Mut, Bitto Storico dopo l’anno di stagionatura per la sua nobiltà, intensità e vivacità.

Nebbiolo è cuore, Nebbiolo è passione.

www.tenutascersce.it

Si apre la Green House a Zogno. Sarà un modello per tutta Italia

Green-HouseVerrà inaugurata oggi, venerdì 3 luglio, a Zogno la Green House, una costruzione all’avanguardia di cui andare fieri. Fortemente voluta dalla Comunità Montana della Valle Brembana, è un edificio a emissioni zero, che non produce inquinanti che poi si disperdono nell’ambiente. La tempistica è particolarmente felice perché la notizia di questo progetto realizzato si intreccia all’eco forte del messaggio lanciato da papa Francesco con l’enciclica Laudato si’. L’ambiente deve diventare la nostra priorità e i comuni valligiani l’hanno capito prima di tutti. Questa struttura infatti è avanguardia pura per il territorio lombardo, non esistono altri esempi di questo tipo in tutta la regione e forse in tutta Italia.

Gli obiettivi. Questa casa in armonia con l’ambiente diventerà quindi un emblema, un modello a cui ispirarsi. Servirà a dare un esempio di bioedilizia veramente sostenibile e senza impatto ambientale. Sarà aperta al pubblico, visitatori e scolaresche che potranno apprendere il funzionamento dei vari elementi strutturali. La volontà è duplice: creare un polo per un turismo profondamente virtuoso e dare un sostegno concreto a una didattica ambientale che formi dei futuri uomini, cittadini, imprenditori consci dell’importanza ineludibile della salvaguardia del mondo che ci ospita.

Il percorso. Ci si chiederà: i soldi dove sono stati trovati? In questi anni in cui vige il Patto di stabilità è una domanda sempre legittima. I comuni della Valle non si sono però lasciati intimidire e si sono impegnati a fondo, com’è loro abitudine, per trovare una soluzione. Vista la qualità dell’opera, la Regione Lombardia non si è tirata indietro e ha fornito circa 1,2 milioni di € dei 2 totali previsti; ma anche la Valle non ha lesinato in quanto a generosità, con quasi 400mila €. Il resto dei soldi previsti è stato anticipato dal fondo BIM. Il percorso ha preso avvio nel febbraio 2011, quando si è decisa la riqualificazione della ex area Falck di Zogno al fine di creare una sede per i comuni della Valle (tutti) aderenti al Covenant of Mayors, il Patto dei Sindaci. L’idea brillante è stata quella di approfittare di una necessità per creare qualcosa di innovativo, che svolgesse una funzione più ampia e profonda, tra l’altro consonante con la filosofia Expo di nutrire il pianeta. La gara d’appalto si è chiusa nell’aprile 2013; a settembre 2014, coi lavori circa a metà, si è svolto un sopralluogo in cui il progettista Pierluigi Carminati, il direttore dei lavori Gabriele Ghilardi e il titolare dell’impresa esecutrice hanno illustrato il cantiere al sindaco di Zogno, al presidente della Comunità Montana e ad altri venti sindaci vallari. L’inaugurazione era prevista per la Pasqua 2015; un ritardo tutto sommato lieve se pensiamo alla qualità estrema del progetto. La sovrapposizione con Expo poi è tutt’altro che compromessa.

Caratteristiche tecniche. Entriamo nello specifico, come fa la Green House a non impattare sull’ambiente? In primo luogo grazie ai materiali utilizzati: nessuno di essi deriva da fonti fossili, ma esclusivamente da fonti rinnovabili e attingendo a materiali ecologici a km zero, come le ardesie di Branzi, il marmo arabescato orobico di Camerata Cornello, il legno locale per il tetto e i serramenti. La gestione dell’energia e del calore dell’edificio è virtuosa, grazie all’applicazione di moderne tecnologie funzionali al risparmio energetico come i pannelli solari termici e fotovoltaici (82,68 kW di picco), la geotermia, la coibentazione della struttura, gli impianti di riscaldamento a pavimento, la pompa di calore con acqua di falda, la ventilazione meccanica con recuperatore ad altissima efficienza (oltre il 90%). Tutto ciò ha permesso di raggiungere la classe energetica A+ con emissioni zero. Questa casa verde ha infatti bisogno di 0,00 kWh/m3a (chilowattora al metro cubo annuo). Basti sapere che le case di classe A ne consumano tra i 15 e i 30. Qui invece siamo allo zero tondo. La casa è iper-isolata: la trasmittanza termica della copertura in legno è pari a 0,139 W/m2K, quella dell’involucro opaco verticale è tra gli 0,089 e gli 0,117, cioè molto prossima allo zero, mentre quella degli involucri trasparenti (triplo vetro) varia dagli 0,7 agli 0,8 W/m2K. Questo permette di tenere il calore all’esterno in estate e all’interno in inverno.

Imprese green. In questo quadro fortemente virtuoso c’è spazio anche per altro. Nell’ambito del progetto “Imprendinvalle” organizzato da Bergamo Sviluppo (Azienda Speciale della Camera di Commercio di Bergamo), la Green House vedrà un incubatore d’impresa volto a dare un aiuto ai futuri imprenditori; in questi mesi sono stati già organizzati ad esempio un seminario di orientamento sul “mettersi in proprio”, un percorso di formazione sull’avvio d’impresa e consulenze specialistiche per la redazione del piano di impresa e/o la pianificazione di una strategia di sviluppo. L’incubatore verterà poi su tematiche green e ambientali legate all’imprenditorialità: come sviluppare un’impresa sostenibile in chiave ambientale, approfondire la questione dell’efficientamento energetico, imparare da esempi di imprenditori virtuosi. Insomma, questa iniziativa sposa appieno due capisaldi della mentalità valligiana: il lavoro e l’industriosità ma nel rispetto quasi sacrale dell’ambiente, della natura che ci circonda.

Fonte: Bergamo Post – http://www.bergamopost.it/vivabergamo/si-apre-la-green-house-zogno-sara-un-modello-per-tutta-italia/

FORME. Bergamo capitale europea dei formaggi

Eccellenze casearie orobiche tra identità, cultura e turismo.Forme. Bergamo capitale europea dei Formaggi

 Il progetto

 Il formaggio è uno dei prodotti agroalimentari più caratterizzanti e legati al territorio d’appartenenza, risultato si tradizioni secolari e  filiere di produzione uniche.
Se questo è vero in assoluto, lo è soprattutto per il territorio di Bergamo che vanta il primato europeo per numero di formaggi D.O.P., con ben 9  prodotti. Nessun’altra tra le 110 province italiane, né tra le aree amministrative europee, può vantare un così alto numero di formaggi protetti. A  questi si aggiungono anche altre eccellenze straordinarie, tra cui quelle rappresentate dal marchio “Formaggi Principi delle Orobie”, con 3 presidi  Slow Food.

 EXPO 2015 e “Bergamo Experience”, che raccoglie tutte le iniziative di marketing territoriale collegate ad Expo, rappresentano un’imperdibile occasione per fare sistema con tutta la filiera lattiero-casearia bergamasca e approcciare il pubblico internazionale.

Il progetto “Forme. Bergamo capitale europea dei formaggi” nasce per iniziativa della Camera di Commercio di Bergamo elaborata e concretizzata dall’”Associazione San Matteo-Le Tre Signorie” con l’obiettivo di aumentare la conoscenza e la percezione di valore dei prodotti. legandone le caratteristiche uniche al territorio.

I Prodotti

La straordinaria ricchezza casearia bergamasca è protagonista a 360° di tutte le attività del progetto Forme, che concentrerà l’azione sulle 9 D.O.P (Fomai de Mut dell’Alta Valle Brembana, Strachitunt Val Taleggio, Bitto, Taleggio, Gorgonzola, Grana Padano, Provolone Valpadana, Quartirolo Lombardo, Salva Cremasco) e sui 7 “Formaggi Principi delle Orobie”, alcuni dei quali presenti anche tra le D.O.P. (Agrì di Valtorta-presidio Slow Food, BItto Storico- presidio Slow Food, Branzi FTB, Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana, Strachítunt Val Taleggio, Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche- presidio Slow Food e i Formaggi di Capra Orobica).

Saranno valorizzati all’interno del programma del progetto Forme anche i 21 prodotti con il marchio di qualità   «Bergamo, città dei Mille…sapori», promosso dalla Camera di Commercio di Bergamo

Il programma

L’obiettivo è creare occasioni di conoscenza e di contatto che trasformino il prodotto in un’esperienza viva e coinvolgente, per intercettare un pubblico ampio in numerosi ambiti.

Numerose le partnership già attivate, come quelle con l’Associazione Signum-Domus Bergamo, la casa bergamasca di Expo in città, con eventi a tema e degustazioni, con Italian Makers Village, il fuori Expo di Confartigianato in via Tortona 32, a Milano, con il Comitato decennale Luigi Veronelli per la mostra Camminare la Terra, con lo chef Chicco Cerea del ristorante 3 stelle Michelin Da Vittorio, ambasciatore del progetto e ideatore di ricette ad hoc, con l’istituto Alberghiero di San Pellegrino Terme i cui studenti saranno coinvolti in tutti gli eventi dal progetto, e soprattutto con la Fondazione MIA, Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo, per una mostra gastronomico-culturale nello straordinario complesso monastico Vallombrosano di Astino.

Un ricco corollario di iniziative sarà distribuito durante tutto il periodo dell’Esposizione Universale, ad iniziare dalla presenza dei “Formaggi Principi delle Orobie” a Expo, nel Padiglione delle Eccellenze Italiane gestito da Slow Food, a partire dall’8 maggio con lo Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche.
E poi i grandi appuntamenti di ottobre: il Festival del Pastoralismo, ad Astino, la festa-convegno sulle razze orobiche (la vacca Bruna Alpina originale e la Capra Orobica), il campionato del mondo di mungitura a mano, entrambi a Lenna, in Valle Brembana, la Sagra della Polenta Taragna Orobica, ad Alta Quota (la fiera dedicata alla montagna a Bergamo) convegni a tema.

Tra le iniziative, più in dettaglio:

FORME DI TRADIZIONE – Casere aperte

Open day organizzati da giugno a ottobre presso le aziende produttrici dei formaggi, con visite guidate ed esperienze di degustazione.

FORME DI SCOPERTA – Le vie dei formaggi

Percorsi turistici che attraversano le zone di produzione e di alpeggio e raggiungono attraverso il Sentiero 101 delle Orobie i rifugi in quota.

FORME D’ECCELLENZA – Mostra FORMAE

Allestita per tutto il mese di ottobre nello splendido contesto del monastero vallombrosano di Astino, la mostra offrirà al visitatore un duplice approccio:

– artistico, nel quale le eccellenze casearie saranno proposte come veri e propri “beni culturali”, disegnando un percorso espositivo capace di far dialogare, l’arte del cibo con l’arte figurativa.

– esperienziale: laboratori e degustazioni per far scoprire e guidare all’identificazione delle caratteristiche uniche dei formaggi bergamaschi e introdurre all’esperienza del gusto.

Articolo di Giovanni Ghisalberti- g.ghisalberti@progettoforme.eu – mob.  +39.338.2571965

 

Benvenuti in Valle Brembana

“C’è un antica strada che ti porta nella valle delle Fonti, che ti porta in alto dove l’aria è pura, dove la natura si risveglia, ti osserva, non ha confini….”
Ecco il video promozionale della Valle Brembana realizzato dal distretto Fontium et Mercatorum:

Un viaggio emozionale per riscoprire o vedere per la prima volta alcuni angoli del nostro territorio.
Una Valle ricca di storia, cultura, paesaggi incantanti e sapori genuini, una valle tutta da scoprire.